Il contatto visivo col tuo cane

Il contatto visivo col tuo cane

Spesso soffrono ma si adattano

Eh già……. 

I cani si adattano anche ai proprietari super antropoformizzatori: è il loro  “prezzo da pagare” in cambio di buon cibo, cure costose, affetto e protezione, un netto allungamento della vita…

Purtroppo la maggiore difficoltà che troviamo nel supportare il proprietario medio è il convincerlo che le sue camionate di coccole, sgiuggiolamenti, baci e slinguazzate non sono quello di cui un vero cane ha bisogno

Ma veniamo all’argomento del giorno : 

chiedere ad un cane di mantenere un contatto visivo intenso e prolungato è ETOLOGICAMENTE scorretto

Ma si tratta di uno dei pochi casi però ,in cui la cosa è assolutamente necessaria affinché vi sia una comunicazione efficace (per educare prima, ed addestrare poi, se manca la comunicazione è un bel casino) 

Il cane prima di ascoltare la nostra voce osserva ciò che facciamo

Per estremizzare : se alziamo il braccio con fare minaccioso e sguardo truce e pronunciamo “bravo piccolo della mamma , poverino ti sei fatto la buina” o se lo accarezziamo pronunciando “bastardo , figlio di randagi pulciosi” , sapete già a cosa farà più attenzione …

E’ ovviamente SOGGETTIVO il livello di disagio provato da diversi soggetti nel

mantenere un contatto visivo prolungato:  il Border Collie, per esempio, è un cane che ama guardare negli occhi il suo “pastore”, restando in attesa di istruzioni anche per diversi minuti senza nessun tipo di problema. Normalmente però questa nostra “pretesa” sarà un ostacolo più o meno difficile a seconda della razza e del carattere del soggetto. 

Cani che muovono le pupille a destra e sinistra, che girano completamente la testa, che annusano a terra per distogliere l’attenzione, che si alzano e se ne vanno, che abbaiano, che ringhiano mettono in atto una serie di risposte llo stesso disagio e hanno tutti lo stesso comun denominatore : la ricerca della pace.

Per la maggior parte dei soggetti normali, infatti, il contatto visivo intenso e prolungato è una vera e propria dichiarazione di guerra e poiché, fortunatamente, pochi cani hanno intenzioni bellicose verso i loro conduttori, essi devono assolutamente mettere in atto le loro “strategie pacifiste” per evitare il conflitto.

Abituateli quindi con pazienza e costanza, utilizzando bocconcini o giochi come risposta positiva (mai la minaccia) al contatto visivo di cui allungherete, pian piano, la durata

(per i più espertelli ,utilizzate il marcamento quando gli sguardi si incrociano)

Una volta ottenuta la risposta positiva al “guardami” la probabilità di successo nell’apprendimento futuro sarà praticamente assicurata

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